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AgentX goes to Chemical Brothers
Scritto da Electro Manuel   
Venerdì 18 Luglio 2008 17:00

Artisti come i Chemical Brothers non hanno certo bisogno di presentazioni: grazie alla loro poliedrica capacità di creare musica attingendo da generi e attitudini musicali diverse, hanno, negli anni, conquistato un numero di fans sempre maggiore.

Unendo la “spinta” propria della musica rock, l’allucinazione della techno, la creatività dell’electro di matrice tedesca, e melodie pop che accarezzano con successo anche l’orecchio dell’ascoltatore medio, sono riusciti a raggiungere cifre di vendita molto alte e a guadagnarsi una solida reputazione sia nel mainstream che negli ambienti per così dire “fondamentalisti” dell’elettronica. Questa capacità trasversale di creare musica è facilmente percepibile anche dal vivo.

La notte di sabato 19 luglio 2008, i fratellini chimici hanno conquistato il pubblico toscano (e non) giunto trepidante allo stadio comunale di Livorno, dove il duo era headliner nell’ambito dell’ Italian Wave Love Festival. Si sono fatti attendere molto, ma l’attesa è stata presto ripagata: rumori e beats appena percepibili, in costante accelerazione, annunciano il magnifico evento della serata. Sulle note dell’aggressiva “Galvanize” inizia il concerto, ed è subito delirio: le migliaia di persone che affollavano il prato dello stadio Picchi ballano, saltano, si divertono, la festa è iniziata. Il viaggio intenso nei meandri della musica elettronica prosegue inarrestabile con brani dall’appeal radiofonico come “Do It Again” o “Hey Boy, Hey Girl” e qui il pubblico grida di gioia, è in estasi. Ai pezzi più famosi come i due citati, sono state limitate le linee vocali e pompati i bassi, per renderli ancora più ballabili di quanto già non fossero; una copiosa dose di noises e sperimentazioni dal vivo contribuisce ancora a trasformare i brani senza stravolgerli eccessivamente, dandogli la spinta giusta per la serata.

Il pubblico suda, balla, si diverte, e si gode i meravigliosi visual che il duo propone sul gigantesco schermo: non credo che qualcuno possa affermare di averne visti di più belli in tutta la sua vita. Immagini varie, eteree, potenti, d’impatto, laser colorati, luci a tempo di musica, viaggi visionari che solo i Kraftwerk di un tempo avrebbero potuto immaginare, ma che non hanno mai realizzato graficamente per mancanza di tecnologia adeguata [erano gli anni ’70, per i novizi del genere, N. d. R.]. Ogni pezzo ha un suo visual che si trasforma per tutta la durata dello stesso e si lega perfettamente con quello del pezzo successivo. Dopo una serie di brani inarrestabili, i Chemical Brothers mostrano la loro esperienza, suonando un pezzo più tranquillo, tratto dall’ultimo album “We Are The Night”; è qui che si vede cosa significa essere artisti nel campo della musica elettronica: il pubblico non si martella incessantemente, bensì si interviene sul suo mood alternando emozioni diverse per riprendere le energie e ricaricarsi. Dopo un bellissimo visual “rinfrescante”, in quanto costituito da un’enorme quantità d’acqua che sale e fa le bolle (e ci voleva, dato il caldo), si riparte con pezzi di tutto rispetto come “Three Little Birdies Down Beats” e “In Dust We Trust”, ed è la parte più techno della serata, in quanto i pezzi sono tratti dal primo album del duo. La carrellata prosegue senza sosta, i fratelli si scorgono a mala pena dietro le consolle, ma l’importante è l’impatto visivo delle immagini, che creano un amalgama perfetto con la musica.

Dopo una brevissima interruzione, che tutti credevano fosse il brusco saluto dei Brothers, la partita ricomincia, con una violenza amplificata, e si tocca l’apice della serata con “Block Rockin’ Beats”, un pezzo che tutti sicuramente aspettavano. Il saluto al pubblico non viene pronunciato a voce, ma proiettato ancora con un visual: sullo schermo campeggia la scritta “Love to all”.

E’ difficile esprimere in parole quello che si prova in una serata del genere: ma è un’ulteriore riconferma del potere immenso della Musica, quella con la “M” maiuscola, che riesce a smuoverti e a farti provare cose mai provate prima. Un concerto potente, sapiente ed emozionante. Un consiglio: invecchiati precoci da “ragazzina e dvd e poi a letto”, metallari, e gente varia… Rimanete a casa. Un concerto così è troppo vitale per voi.

Electro Manuel

Commenti
maaaaaaaaaa
Electro_Ghila 25-07-2008 18:39:29

L'ho scritta io questa recensione, è appropriazione
indebita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!
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